Гренландия Трампу: «Мы не хотим быть американцами»

upday.com 9 часы назад
Trump rinnova le minacce espansionistiche sulla Groenlandia (Immagine simbolica - Generata da IA) AI Generated Stock Image

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rinnovato le sue minacce espansionistiche sulla Groenlandia, dichiarando di voler acquisire l'isola artica con un accordo. I leader politici groenlandesi hanno risposto con fermezza: «Non vogliamo essere americani, non vogliamo essere danesi, vogliamo essere groenlandesi».

Trump ha giustificato la sua posizione con argomenti di sicurezza nazionale. «Non permetteremo alla Russia o alla Cina di occuparla, e questo è quello che succederà se non la possediamo», ha affermato. Il presidente ha aggiunto: «Dobbiamo possederla per difenderla, non si difendono alle stesso modo le cose affittate [...]».

La Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca con circa 57.000 abitanti, ha risposto con una dichiarazione congiunta firmata dal primo ministro Jens-Frederik Nielsen e dai leader dei quattro principali partiti politici. «Il futuro della Groenlandia deve essere deciso dal popolo groenlandese [...]», hanno dichiarato i leader venerdì sera, sottolineando che «nessun altro Paese può interferire in questo».

La reazione danese

Le dichiarazioni di Trump hanno scatenato un boicottaggio dei prodotti americani in Danimarca. Oltre 95.000 persone hanno aderito al gruppo «Boicotta i prodotti americani», con fino a 500 nuove adesioni al giorno dopo le recenti affermazioni del presidente statunitense. Il movimento prende di mira marchi come Coca-Cola, Netflix, Amazon e Heinz, proponendo alternative europee.

La premier danese Mette Frederiksen ha lanciato un avvertimento: un'eventuale acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti potrebbe portare allo scioglimento della NATO. Un'ipotesi che evidenzia le potenziali ripercussioni geopolitiche della controversia.

Contesto strategico

La Casa Bianca ha dichiarato di star valutando varie opzioni per la Groenlandia, incluso l'uso della forza militare. Stephen Miller, vice capo di gabinetto della Casa Bianca, ha ribadito: «Gli Stati Uniti dovrebbero avere la Groenlandia come parte degli Usa».

Matteo Renzi ha commentato la vicenda definendola una provocazione: «[...] Anche perché ha bisogno di diversivi [...]». Renzi ha proposto che l'Europa risponda «[...] facendo l'esercito comune, impostando una strategia unitaria su materie rare ed energia».

I leader groenlandesi hanno concluso il loro comunicato con una richiesta chiara: «Dobbiamo decidere il futuro del nostro Paese da soli, senza pressioni per decisioni affrettate, ritardi o interferenze da parte di altri Paesi».

Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).

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